Un cervello bis per sviluppare la mente

Giochi estivi per futurizzanti.

Di Carlo A. Pelanda

Questa rubrica ne propone uno che riguarda la prospettiva di innestare un secondo cervello sul primo.

Spunto realistico: recentemente un fondo di venture capital, che investe nelle nuove frontiere dell'Intelligenza Artificiale, ha chiamato a consulto un gruppo di thinktanker ponendo la seguente domanda. Siamo vicini alla tecnologia di base (integrazione tra informatica, nanotecnologia e bioingegneria) per costruire nuovi sistemi pensanti, ci sono molto chiare le future applicazioni militari
e di robotica, sia industriale sia gestionale, ma ci stiamo chiedendo se vi possa essere uno spazio di mercato next più ampio e remunerativo.

All'unisono i consulenti risposero: portare un secondo cervello nella mente di ciascuno. Perché tutti gli scenari convergono nell'individuare il potenziamento cognitivo e sensoriale come massima aspirazione degli individui, qualunque ne sia la cultura. Un'offerta credibile e a costi accessibili di un tale gizmo stimolerebbe una domanda a picco e globale. Di più non si può scrivere, qui, per contratto di riservatezza, ma tanto basta per dare una direzione al gioco: quale esatta configurazione di impianto cerebrale ausiliario potrà essere - all'inizio - socialmente accettabile?

Si sgomberi pure il campo da problemi morali dovuti all'ipotesi di eccesso di artificializzazione. Per esempio, quando studio matematica importo uno statuto di segni, simboli ed operazioni - un sistema - da un libro. Quando calcolo, attivo quel sistema recuperandolo dalla memoria. Nel futuro tale processo sarà installato direttamente nelle funzioni pensanti, come leggere un libro in un secondo invece che in anni.

Quindi non c'è una discontinuità sostanziale nel modo di apprendimento ed impiego di conoscenze, ma la tecnologia del secondo cervello ne promette una epocale sul piano della società e del mercato: educazione e formazione istantanee, telefonini cerebrali similtelepatici, autocontrollo medico del corpo, induzione potenziata del piacere, archivi totali installati in ogni singola mente, ecc. Con orizzonti ultranext tipo il trasferimento della coscienza in rete o in altri supporti corporei.

La condizione di vittoria o sconfitta del gioco è quella di individuare una configurazione del secondo cervello che contenga i possibili sviluppi accennati, ma che non risulti troppo fantascientifico e tale da  spaventare. Chi meglio riuscirà potrà partecipare al sorteggio che selezionerà il primo gruppo di sperimentatori del prototipo di biochip, nel 2008.

Si prega il sito "estropico" di organizzare, per l'Italia, la rete dei concorrenti.*

Buone vacanze, biochippers.


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*Ulteriori notizie e informazioni sul concorso

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Originariamente pubblicato su Il Foglio. La versione originale dell'articolo è disponibile in versione PDF nell'archivio de Il Foglio (con registrazione gratuita - si veda la seconda pagina dell'edizione del 24 luglio 2004)

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Il sito di Carlo A. Pelanda

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Esodestini: gli articoli futurizzanti di Carlo A. Pelanda



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