Speranze. Riflessioni a margine del nuovo saggio di Paolo Rossi

Di recente è stato pubblicato "Speranze", un breve saggio in cui lo storico della scienza Paolo Rossi critica sia chi è "senza speranza" (cioè coloro che, ormai da decenni, annunciano l'apocalisse prossima ventura), sia chi al contrario nutre "smisurate speranze" (cioè coloro che annunciano il Paradiso Futuro in Terra). L'inclusione dei transumanisti tra questi ultimi - insieme a quelli che di fatto ne vengono considerati i precursori: nazionalsocialisti da una parte, cosmisti appartenenti alla corrente del socialismo scientifico dall'altra - offre lo spunto per alcune riflessioni [...] Della decina di pagine in cui tratta del Transumanesimo, l'Autore ne dedica circa la metà al Transumanesimo americano, l'altra metà a quello italiano. Nella prima parte fa riferimento essenzialmente a Nick Bostrom; nella seconda a Riccardo Campa e a Stefano Vaj, rispettivamente presidente e segretario nazionale dell'Associazione Italiana Transumanisti, e inoltre - rectius: soprattutto - al giovane filosofo Adriano Scianca. Delle due matrici, sostanzialmente a quella nazionalsocialista apparterrebbero Vaj e Scianca, a quella del socialismo scientifico apparterrebbe Campa.

Intervista a Gabriele Rossi, autore, insieme a Antonella Canonico, di "Semi-Immortalità - Il prolungamento indefinito della vita"

Alcune delle domande:
-Perche' "semi-immortalita'" e non "immortalita'"?
-Quali autori ed esperienze hanno influenzato il tuo percorso personale ed intellettuale verso la ricerca della semi-immortalita'?
-Come ti descriveresti? Transumanista, longevista, immortalista, o che altro?
-Quali percorsi ti sembrano i piu' promettenti per l'immortalità fisica (o quantomeno per aspettative di vita illimitate, o semi-immortalita')?
-In Semi-Immortalita' ho notato, con una certa sorpresa, la mancanza di riferimenti alla crionica / ibernazione umana. Come mai?
-Puoi illustrare la tua strategia longevista personale (terapie, diete, stili di vita longevisti, crionica, meditazione, monitoraggio, etc)?
-Hai qualche consiglio pratico per chi fosse interessato all'approccio endogeno a scopi longevisti?
-Cosa rispondi a coloro per i quali la singolarità non è un'oppurtunità, ma un pericolo?
-Quale nuovo modello di esistenza postumana pensi sia il piu' adatto al tuo io del futuro? Cyborg, info-essere uploadato e distribuito, essere umano "tradizionale" potenziato geneticamente, borganismo, o che altro?
-Vinge ha dichiarato che sarebbe sopreso se la singolarità tecnonologica si avverasse prima del 2005 o dopo il 2030. Kurzweil ha citato il 2045. Qual'è  la tua previsione e su cosa si basa?

Il Corpo Virtuale, di Antonio Caronia. Recensione di David Debiasi

Cosa è che sentiamo di più immediato e naturale del nostro corpo? Lo consideriamo come la nostra più palpabile garanzia di identità e il legame più diretto con la natura, ma nel passaggio dalla società industriale, elettromeccanica a quella postindustriale, elettronico-informatica, la percezione del corpo e dell'io si trasforma, costringendo a una nuova antropologia che vede sullo sfondo il post-umano. Nel libro di Antonio Caronia che abbiamo recensito, Il Corpo Virtuale, si discute proprio di questa metamorfosi spaziando dall’immaginario fantascientifico alla rivoluzione elettronica e digitale, per riflettere sulla nuova epoca che si è aperta con l’impatto profondo della tecnologia sul corpo umano, non privo di conseguenze radicali anche per la nostra cultura.

The Political Roots of "Overhumanism"

Abstract. This paper argues that the emergence of "overhumanism" in Italy is a troubling development, both for Italian and international transhumanism, due to overhumanism's association with Fascism. The main overhumanist writers seem to view their version of transhumanism as a cultural and spiritual movement with deep historical roots, and see Fascism as its first political manifestation. Italian overhumanism is heavily influenced by the "Nouvelle Droite", a fringe political movement that emerged from the French neofascist microcosm in the late '70s/early '80s, and which attempted to bring far-right ideas into the mainstream by discarding the trappings of historical Fascism in order to convey a similar message in a less unpalatable form. In common with the Nouvelle Droite, it borrows heavily from the extreme left (anti-americanism, anti-clericalism, opposition to globalisation), and has adopted neopaganism as a religious stance. While affirming the importance of science in modern life, this hybrid offspring of neofascism also maintains more traditional far-right positions such as elitism, antiegalitarianism and an interest in ethnic identity that crosses into differentialist racism.                                                                   ?

L'FAQ del Network dei Transumanisti Italiani

Come avrete probabilmente intuito da una serie di recenti articoli sul sito (qui e qui) e sul blog (qui), Estropico e' da tempo  insoddisfatto e preoccupato della direzione presa dalla Associazione Italiana Transumanisti (AIT). Di conseguenza, Estropico e' fra i soci fondatori di una nuova entita' transumanista, fluidamente organizzata sotto forma di un network. Tutti i partecipanti al network sono indipendenti l'uno dall'altro, ma sono accomunati dal desiderio di diffondere idee transumaniste in Italia. L'FAQ del network spiega brevemente chi siamo e cosa vogliamo.

All'armi siam transumanisti! Cosa sta succedendo all'Associazione Italiana Transumanisti?

Il recente arrivo della corrente "sovrumanista" all'interno e ai vertici dell'Associazione Italiana Transumanisti (AIT), ha dato adito a più di una perplessità fra transumanisti di lunga data. C'è chi sembra non avere problemi con tali sviluppi, ma c'è anche chi se n'è andato sbattendo la porta, chi ha preferito rimandare la propria iscrizione a tempo indeterminato, chi è stato buttato fuori per aver tirato in ballo il problema troppo frequentemente e chi ha deciso di rimanere nonostante i dubbi e l'incertezza. Tutto ciò rende necessaria una pubblica presa di posizione da parte di Estropico, nella forma di questo articolo. Sia ben chiaro che l'intenzione di chi scrive non è di attaccare l'AIT in generale, ma di spiegare ai propri lettori quale sia il rapporto fra Estropico ed una AIT rappresentata a livello nazionale da un sovrumanista, nonché di cercare un modus vivendi fra queste due entità.

LETTURE: "Dalla Terra alle stelle. Tre secoli di fantascienza e utopie italiane"  a cura di Giuseppe Lippi. Di Giuseppe Vatinno

Questo è un libro particolare [...] Si tratta infatti di una splendida raccolta di tavole a colori riproducenti, con grande effetto di dettaglio, le principali copertine dei libri e delle riviste di fantascienza italiane in un arco di tempo che abbraccia due secoli e cioè dal XX al XXI, con alcune escursioni in "esperimenti" anche nei secoli precedenti, come l'Icosameron di Casanova (XVIII secolo) [...] si può sicuramente affermare che ogni decade, ogni decennio, del XX secolo, il secolo che ha visto la compiuta maturazione del genere fantascientifico, ha un suo fascino particolare, una sorta di imprimatur  che lo caratterizza inequivocabilmente dal punto di vista grafico. Ad esempio se l'inizio del secolo è caratterizzato da donne e uomini che calcano i deserti lunari in abiti ottocenteschi con buffi (per noi ora) cappellini e bastoni da passeggio, gli anni venti e trenta sono invece caratterizzati dalla compiuta realizzazione della trasformazione industriale esemplificata del resto meravigliosamente in film come Metropolis, del regista tedesco Fritz Lang.

Perchè non possiamo dirci archeofuturisti

Guillaume Faye, esponente, negli anni '70 e '80, della Nouvelle Droite è l'autore di Archeofuturismo un libro visto, dagli archeofuturisti, come un anello di congiunzione fra il futuro previsto dai transumanisti e quello previsto da una certa destra "antagonista". Estropico ne raccomanda caldamente la lettura, in quanto Faye è estremamente franco nell'illustrare le proprie posizioni politiche e le proprie visioni del futuro. Chiunque avesse dei dubbi circa le posizioni politiche archeofuturiste troverà la lettura alquanto informativa e capirà, si spera, il perchè di questo articolo.

Dalla cultura della paura all'ideologia del progresso

Il sintomo più vistoso della crescente avversione al rischio, nelle società occidentali, è la versione "forte" del principio di precauzione: un'innovazione è colpevole finchè dimostrata innocente - in caso di dubbi, si butti via il bambino insieme all'acqua sporca. Le società che adottano tale approccio,  inevitabilmente rischiano la stagnazione tecnoscientifica ed economica. Il sociologo Frank Furedi identifica cinque ragioni profonde dietro ai nostri timori, nel suo "Culture of Fear" ("La politica della paura - oltre destra e sinistra").

Tutto cominciò col telefonino… di Fabio Albertario

La traettoria del biochip, da esperimento a prodotto di consumo di massa. "Tutto cominciò col telefonino…" così un nonno del 2050 potrebbe annoiare i  nipotini con le sue memorie di gioventù. Racconti di tempi che sembreranno antichi e pre-tecnologici ai bambini della nuova generazione, abituati ad essere costantemente online o in diretto contatto con genitori, amici, giocattoli parzialmente coscienti, dispositivi intelligenti, mondi virtuali, etc. "Ma nonno, vuoi dire che dovevi fisicamente comporre un numero e sperare che l'altra persona avesse questo telefonino acceso? E potevate solo parlare?!" L'idea di un interfaccia uomo-macchina talmente rudimentale sembrerà assurda ai nostri giovani discendenti, ma anche a noi  cittadini di inizio secolo sembra strano pensare ad un mondo senza telefonini o senza web - e quel mondo non è poi così lontano... La differenza fra il mondo del 2005 e quello del 2050 qui immaginato è l'apparizione, lo sviluppo e la diffusione di massa di un  interfaccia diretto fra sistema nervoso e computer: il biochip.

Una seconda mente sintetica, di Mirco Romanato

Strategie per la commercializzazione delle interfacce tra cervello e computer. La prorompente avanzata tecnologica delle interfacce mente-macchina che sta avvenendo negli ultimi anni permette di ipotizzare l'introduzione di interfacce bidirezionali dirette tra il cervello e computer in tempi sufficientemente brevi da permettere ad un investimento industriale di essere finanziariamente interessante. Oltre agli utilizzi militari e per applicazioni civili specialistiche (chirurgia, aeronautica, autoriparazioni, protesica, etc.), serve una strategia per spingere l'utilizzo di queste interfacce verso il mercato di massa; la diffusione di massa di queste interfacce produrrebbe: 1) un aumento della produttività nella vita quotidiana dei singoli, sia durante il lavoro che nel tempo libero che aumenterebbe, di conseguenza, la crescita delle economie più sviluppate; 2) una  veloce diminuzione del costo delle interfacce stesse, per le evidenti economie di scala possibili.

"Il super uomo della scienza schiavo del futuro" Un'intervista a Giuseppe Vatinno e Riccardo Campa dell'AIT.

Ci sembra doveroso correggere un errore commesso dal giornalista de Il Tempo nel descrivere le varie tendenze politiche all'interno del movimento transumanista [...] Transumanesimo ed estropia sembrano entrambi destinati a sollevare sia reazioni positive che negative all'interno di entrambi gli opposti schieramenti politici (inevitabilmente, dati gli stretti legami di parentela fra le due filosofie). Dal FAQ Transumanista: "Politicamente, gli estropici oppongono il controllo sociale autoritario e sono a favore del decentramento e della società basata sul rule of law. Il transumanesimo non sostiene alcuna posizione politica, sebbene abbia conseguenze politiche. I transumanisti hanno varie opinioni politiche (esistono transumanisti liberali, socialdemocratici, libertari, verdi, etc), mentre certi transumanisti hanno deciso di mantenersi apolitici." [...] PS: Comunque, perchè mai "schiavo del futuro"?!

Fukuyama: No a ingegneria genetica come a fascismo e comunismo. Commenti sull'intervista di Gianni Riotta a Francis Fukuyama sul Corriere della Sera del 10 ottobre 2005.

L'opposizione di Fukuyama al progetto transumanista solleva sempre più perplessità. Con un titolo come "No a ingegneria genetica come a fascismo e comunismo" si potrebbe facilmente pensare che Fukuayama voglia metterci in guardia contro un emergente movimento tecno-totalitario il cui progetto sia la violenta presa del potere e l'instaurazione di una dittatura del proletariato o di un reich millenario allo scopo di manipolare geneticamente la popolazione per i propri sinistri scopi... Eppure, questo movimento esiste solo negli incubi del celebre politologo. Basta dare un'occhiata al materiale pubblicato dai siti transumanisti italiani ed esteri per rendersi conto che le fondamenta del progetto transumanista sono solidamente piantate nel rispetto della libertà individuale.

L'inquietante fascino del post-human. La rivista Linus intervista Riccardo Campa, presidente dell'Associazione Italiana Transumanisti.

Perché non dovremmo lottare per vivere di più, diminuire i disagi,pensare più lucidamente, essere felici? Come sarà l'uomo di domani? Secondo i transumanisti migliore di quello di oggi. Più capace, più forte e potrà vivere talmente a lungo da sfiorare l'immortalità. Insomma "More than human", come cita il titolo dell'ultimo libro del transumanista Ramez Naam. Grazie alla scienza, certo, ma soprattutto alla tecnologia, alla robotica e alle nanotecnologie. Che regaleranno all'umanità un nuovo stadio evolutivo, nuovi sensi, nuove percezioni e possibilità di utilizzo delle nostre facoltà fisiche e mentali, sino a oggi neppure lontanamente sospettate.

TransHuman Expressway - perchè i libertari vinceranno il futuro, di Ronald Bailey

La traduzione della recensione di Ronald Bailey di "Citizen Cyborg", di James Hughes. Hughes non ha supererato la divisione fra destra e sinistra tipica degli ultimi due secoli; cerca di innestare la vecchia ideologia socialdemocratica di sinistra sul transumanesimo, ma ciò non è necessario. Le tecnologie che Hughes descrive così bene, rivoluzioneranno talmente il pensiero politico ed economico da far sembrare semplicemente bizzarre le sue idee circa il servizio sanitario pubblico e il salario minimo garantito. La buona notizia è che se il suo transumanesimo socialdemocratico dovesse fallire, Hughes si schiererebbe comunque, anche se con una certa riluttanza, con il progresso biotecnologico: "anche se solo i ricchi potessero goderne, a breve termine, sarebbe pur sempre un positivo sviluppo per noi tutti, nel lungo termine" scrive infatti. "Se i ricchi saranno all'avanguardia nell'utilizzo di trattamenti di estensione della vita, nano-impianti e criostasi, il risultato sarà che tali tecnologie diverranno meno costose e di più alta qualità." In conclusione, Citizen Cyborg è un inestimabile contributo nel mettere in rilievo i risvolti politici che l'umanità dovrà affrontare con l'arrivo della rivoluzione biotecnologica.

Una recensione di "Verso l'immortalità: la scienza e il sogno di vincere il tempo", di Edoardo Boncinelli e Galeazzo Sciarretta. Di Giuseppe Vatinno e Fabio Albertario

L'approccio di "Verso l'immortalità" è quello giusto: pragmatico, scientifico, razionale. Quello che manca all'opera è la volontà di seguire le idee illustrate fino alle loro logiche conclusioni, forse per evitare il senso di vertigine che inevitabilmente causerebbero al lettore impreparato. "Verso l'immortalità" ha però un grande merito che ci rende più facile ignorarne le mancanze: è un coraggioso tentativo di sdoganare il tema dell'immortalità dal territorio del mito e delle religioni a quello della sobria analisi scientifica. Possiamo solo augurarci che questa tendenza continui.

Citizen Cyborg: perchè le società democratiche devono rispondere alla venente riprogettazione dell'essere umano, di James Hughes

Nei prossimi cinquant'anni, l'intelligenza artificiale, la nanotecnologia, l'ingegneria genetica e altre tecnologie permetteranno agli esseri umani di superare le limitazioni del corpo. Le aspettative di vita si estenderanno ben oltre il secolo. Sensi e cognizione saranno potenziati. Avremo più controllo sulle  nostre emozioni e sulla nostra memoria. I nostri corpi e cervelli saranno circondati da, e fusi con, il computer. Useremo queste tecnologie per riprogettare noi stessi e i nostri figli in varie forme di  "postumanità." In Citizen Cyborg, James Hughes sostiene che le tecnologie "transumane" che sfidano la nostra idea di cosa significhi essere umani, possono migliorare radicalmente la nostra qualità della vita, se rese sicure ed equamente disponibili in una società liberale. In questa innovativa opera di commento sociale, Hughes sostiene che le sfide biopolitiche del secolo transumano che si apre dinnanzi a noi richiedono un ritorno ai principii alla radice della democrazia: libertà, uguaglianza e solidarietà.

Attenti, l'uomo è fuori moda. La scienza prepara "l'oltreuomo"  - Marcello Veneziani attacca il transumanesimo, sulla scia di Fukuyama, su Libero del 19 aprile 2005

L'associazione [la World Transhumanist Association] ci dice che l'uomo è superato. E la cosa ce la ripetono da un paio di secoli. Lo diceva già Nietzsche, ad esempio ("L'uomo è qualcosa che va superato"), prefigurando l'avvento del superuomo. Ma ce lo hanno in vario modo ripetuto quasi tutte le ideologie del passato che inseguirono il mito dell'uomo nuovo: il futurismo, il comunismo, il fascismo, l'americanismo. Questa volta però il sogno dell'uomo nuovo non giunge per via ideologica, letteraria o filosofica, ma scientifica e biotecnologica. L'ingegneria genetica, le manipolazioni, la clonazione e tutti i parenti prossimi dell'uomo: i robot, gli androidi, i mutanti, cyborg. Insomma, l'oltreuomo è arrivato. E se non arriva, per ingannare l'attesa, i transumanisti invitano a ibernarsi in modo da essere poi scongelati quando la biologia avrà fatto il miracolo.

Riccardo Campa risponde sull'edizione del 21 aprile: Progettiamo l'immortalità: il nostro destino è già scritto. Aspirare alla perfezione è in linea con la tradizione dell'Occidente cristiano.

"Transumanisti e darwiniani estremisti" - Un breve articolo su l'Avvenire attacca i transumanisti: una precisazione, un chiarimento e un commento.

L'ambizioso programma dei transumanisti potrebbe essere riassunto in estremo nell'utilizzo di mezzi tecnoscientifici per il superamento della condizione umana (limiti fisico-intellettuali, malattia, sofferenza e morte inclusi). Sicuramente, il mondo cattolico potrebbe condividere almeno alcuni di tali obiettivi, così come nel corso dei secoli ha accolto innumerevoli altri sviluppi, anche se in certi casi con un marcato ritardo sul resto della società. Come dimostra l'articolo di l'Avvenire qui sotto riportato, però, sarà necessario un lungo e probabilmente difficile dialogo.

Caro Ferrara - Ecco il vero transumanismo, di Fabio Albertario

Sull'onda dell'interesse causato dall'attacco di Fukuyama, un articolo de Il Foglio attacca il transumanismo, sulla base delle ben note posizioni kassiane e delle differenze sulle staminali embrionali. Estropico pubblica una risposta, nella forma di una lettera al direttore tesa a correggere le molte imprecisioni e a chiarire la vera natura del progetto transumanista. L'articolo de Il Foglio: "Verso il mondo nuovo. Estinzione degli sciocchi e figli forti, attraenti. Ecco il transumanismo. L'ingegneria genetica nuovo Eden Usa. Una lobby forte, edonista, sicura di sé, all'attacco dell'embrione."

Cosa è il transumanesimo? E chi ne ha paura? di Giuseppe Vatinno

Mentre sui media continua il dibattito generato dall'attacco di Francis Fukuyama al transumanesimo  e mentre continuano ad apparire articoli a volte contenenti descrizioni tendenziose o, a volte, semplicemente errate, Giuseppe Vatinno, direttore dell'AIT, fa il punto su cosa è il transumanesimo e quali sono gli obiettivi principali del movimento:
La "missione" transumanista è quella di utilizzare eticamente la tecnologia per espandere le capacità umane, per avere menti migliori, corpi migliori e vite migliori, in pratica quella che si chiama con termine filosofico eudemonistica o scienza della massimizzazione della felicità.

Belli e immortali, ecco chi vuole creare il superuomo. Articolo di Panorama sul transumanesimo.

L'attacco di Fukuyama al transumanesimo continua a suscitare l'interesse della stampa italiana. Dal punto di vista morale, sarebbe giusto e opportuno creare dei «superuomini»? Per Fukuyama, le idee dei transumanisti porterebbero alla negazione del principio di uguaglianza: che ne sarebbe della democrazia in una società in cui iniziano a comparire esseri «postumani»? Riccardo Campa risponde così: «Nessuno vuole creare una razza di superuomini a tavolino, imponendo piani e valori ad altri esseri umani (come hanno fatto i regimi teocratici, fascisti e comunisti). La nostra parola d'ordine è differenziazione, non omologazione. Ci piace l'idea di un mondo vario, popolato da diverse forme intelligenti: uomini, oltreuomini, mutanti, cyborg, robot, androidi, computer pensanti». E a chi li accusa di andare contro la natura, i transumanisti replicano che è esattamente quello che vogliono fare: «Interferire con la natura non è qualcosa di cui vergognarsi. Non esiste ragione etica per cui non dovremmo interferire con la natura per migliorarla».

Il mondo nel 2020. Le previsioni della CIA per i prossimi 15 anni.

Il documento della CIA non è specificamente dedicato agli sviluppi tecnoscientifici all'orizzonte, ma contiene comunque parecchie osservazioni di interesse per i lettori di Estropico e per chiunque sia interessato al monitoraggio delle tendenze e mega-tendenze che modelleranno il mondo del 2020.
L'impatto della globalizzazione: il sempre piu' libero scambio di informazioni, tecnologie, capitali, merci, servizi e persone è ormai una mega-tendenza la cui forza influenza tutte le altre tendenze da qui al 2020. La globalizzazione assumera' un aspetto sempre piu' asiatico come diretta conseguenza dell'arrivo di Cina e India sul palcoscenico delle grandi potenze economiche mondiali.
La rivoluzione tecnologica: "…le nazioni e i gruppi che avranno accesso alle nuove tecnologie e che saranno disposti ad adottarle, saranno anche quelli che godranno maggiormente dei benefici della globalizzazione." Le tendenze tecnologiche dei prossimi anni saranno fortemente influenzate dalla convergenza di informatica, biologia, scienza dei materiali e nanotecnologie. Tale convergenza contiene potenzialità tali da rivoluzionare tutti gli aspetti della nostra vita.

Sarò cyborg: articolo e intervista sul postumano (La Repubblica)

Qualcuno e’ perfetto - Non ha eta’, non ha sesso, non ha razza. E’ l’ essere umano dei sogni, un’utopia alla quale stanno lavorando scienziati e artisti. Un positivo articolo sul tema del postumano e del transumanesimo ed un'intervista a Riccardo Campa, della Associazione Italiana Transumanisti: "Ait si batte per nuovi diritti individuali, che noi chiamiamo “diritti tecnologici”. I recenti interventi legislativi di carattere proibizionistico stanno minando il diritto che ogni individuo ha di modificare il proprio essere. E che discende dalla regola aurea delle liberaldemocrazie: ogni uomo è libero di fare tutto ciò che non limita la libertà di altri. Il divenire cyborg è un progresso decisivo nell’evoluzione della specie, frutto della razionalità e non del caso".

Dicono di noi: Estropico e i mass media

Nonostante Estropico sia dedicato a interessi chiaramente di nicchia, qualcuno direbbe elitisti, cio' non ne ha impedito l'apparizione,di tanto in tanto, sulle pagine interne dei quotidiani. Raccogliamo qui articoli e commenti, partendo dai piu' recenti.

In difesa del transumanesimo, di Riccardo Campa

Libero di venerdì 18 febbraio 2005 ha pubblicato un'intervista a Riccardo Campa, della Associazione Italiana Transumanisti, in risposta al recente attacco di Fukuyama al transumanesimo pubblicato dal Corriere della Sera.
Saremo anche noi cyborg e postumani, allora?
Il postumano è il naturale sbocco della cultura occidentale. Fukuyama non vuole ammettere che lui, da buon liberale, ha inconsciamente favorito questo progetto. Libera iniziativa e democrazia portano in sé i germi del progresso.
Perché questo attacco di Fukuyama?
Ci prende sul serio e sa che il nostro programma non è al di là della portata della scienza. Sistematicamente, la realtà supera la fantasia. Nel 1935 Whitehead sostenne che il progresso era talmente rapido che sarebbero bastati diecimila anni per sbarcare sulla Luna. Fu considerato un illuso. Soltanto tre decenni più tardi, un uomo posava il piede sul suolo lunare.

Biotecnologie: la fine dell'Uomo? di Fabio Albertario

Francis Fukuyama teme che lo sviluppo tecnologico dei prossimi anni possa portare alla fine dell'Uomo, ma l'arrivo dei successori di Homo Sapiens non significa la perdita della nostra umanità.  Fukuyama vuole trasformare la natura umana in oggetto sacro da esibire in un museo. I  transumanisti  vogliono  permettere alla natura umana di proseguire il suo cammino evolutivo e ne vogliono accelerare il passo con i mezzi tecnoscientifici a disposizione.

Biotecnologie, la fine dell'Uomo, di Francis Fukuyama.

Il Corriere della Sera pubblica la traduzione dell'attacco di Fukuyama al transumanesimo. Non è certo la prima volta che Fukuyama attacca l'utilizzo della tecnologia per il superamento della condizione umana, dopotutto proprio quello è il tema centrale del suo "L'uomo oltre l'Uomo", ma è con questo  articolo che l'autore si conferma un alfiere del bio-conservatorismo più fondamentalmente opposto al progetto transumanista. Le risposte non si sono fatte attendere. Estropico ha pubblicato quelle del presidente della World Transhumanist Association e quella di Ron Bailey, un giornalista che da anni segue con interesse e una certa simpatia transumanisti e estropici: l'attacco di Fukuyama al transumanesimo

Razzi, velieri e nanorobot, di Fabio Albertario

I premi tesi ad incoraggiare il progresso tecnoscientifico contribuiscono da secoli allo sviluppo in settori cruciali. Oggi tocca alla nanotecnologia. Il no-profit americano Foresight Institute ha recentemente lanciato un premio teso ad incoraggiare il progresso nel campo delle nanotecnologie. E' previsto che il premio, inizialmente di 250.000 dollari, raggiungerà il milione nei prossimi anni. L'ambizioso obiettivo è la creazione di un braccio nanorobotico in grado di assemblare strutture molecolari tramite il preciso posizionamento di singoli atomi e molecole e di un prototipo di nanocomputer. Entrambi i progetti sono "proof-of-concept", cioe' rudimentali dimostrazioni pratiche della possibilità di un qualcosa che, fino ad ora, esiste solo in forma di simulazione nei computer di tecnovisionari come Robert Freitas, lo scienziato americano che da anni si dedica all'ingegneria esplorativa, cioé la disciplina che studia i principi del funzionamento di macchine che non è ancora possibile realizzare. Esempi dei progetti di Freitas sono la progettazione di apparati "nanomedici" come globuli rossi e fagociti artificiali che rivoluzionerebbero la medicina più di quanto abbiano fatto antibiotici e anestetici.

World Community Grid

Un'introduzione ad un progetto di grid computing basato sulla convinzione che innovazione tecnologica, ricerca scientifica di frontiera e volontariato possono cambiare il mondo per il meglio. La missione del World Community Grid è di creare la griglia di elaborazione pubblica ("grid computing") più grande al mondo per affrontare progetti che beneficiano l'umanità. Abbiamo creato l'infrastruttura che serve da fondamento della griglia per ricerche scientifiche. Il nostro successo dipende ora dagli individui che contribuiscono collettivamente mettendo a disposizione il proprio computer, nei momenti in cui esso non è altrimenti occupato. World Community Grid rende questa tecnologia disponibile al pubblico e alle organizzazioni non-profit solo per l'uso in ricerche umanitarie che altrimenti non potrebbero essere completate a causa dell'alto costo dell'infrastruttura di calcolo richiesta in assenza di una griglia pubblica. Come parte del nostro impegno per migliorare il benessere dell'umanità, tutti i risultati saranno di pubblico dominio e resi pubblici alla comunità globale di ricerca.

"Tra chip e sensori arriva il post-umano" di Fabio Albertario

Il presidente del Garante per la Privacy si confronta con problemi e potenzialità delle nuove tecnologie. "Dobbiamo cominciare ad abituarci ad una parola nuova, e inquietante?" si chiede Stefano Rodotà in un recente articolo. La parola in questione è post-umano ("Tra chip e sensori arriva il post-umano", La Repubblica, 6 dicembre 2004). Fin da questa prima frase si intuisce che l'articolo è intriso di un certo pessimismo, nonché di un'attitudine non esattamente entusiasta per le potenzialità del post-umano. Sarà forse perché il ruolo di Rodotà richiede un livello di sospettosità al confine della paranoia (il profilo psicologico di ogni brava sentinella), ma concentrandosi sui potenziali problemi a discapito dei benefici pratici, si corre il rischio di buttar via il bambino insieme all'acqua sporca.

Transumanesimo:  l'idea più pericolosa al mondo? di Nick Bostrom

Secondo Francis Fukuyama, il transumanesimo è "uno strano movimento di liberazione" i cui "sostenitori mirano molto più in alto degli attivisti per i diritti umani, delle femministe, o dei sostenitori dei diritti dei gay". Questo movimento desidera "nientemeno che la liberazione della la razza umana dai propri vincoli biologici". L'astio di Fukuyama contro la posizione dei transumanisti è così forte da spingerlo persino a desiderarne la morte: "i transumanisti", scrive, "sono l'ultimo gruppo di persone che vorrei veder vivere per sempre". Perchè, esattamente, Fukuyama trova così profondamente problematica l'idea che si possano utilizzare mezzi tecnologici per divenire più intelligenti, o per vivere vite più lunghe e più sane?

Transumanesimo: l'idea più pericolosa? Voler essere più che umani è umano, di Ronald Bailey

"Quali idee, se generalmente accettate, porrebbero la minaccia più grave al benessere dell'umanità?"  Questa la domanda posta a otto prominenti intellettuali dalla rivista Foreign Policy  nel numero di Settembre/Ottobre 2004. Uno degli otto saggi consultati è Francis Fukuyama, professore di economia politica internazionale alla Johns Hopkins School di studi internazionali avanzati, autore di "L'uomo oltre l'uomo. Le conseguenze della rivoluzione biotecnologica" e membro del Consiglio del Presidente [USA] sulla bioetica. La sua scelta per l'idea più pericolosa del mondo?  Il transumanesimo. Nel suo articolo su Foreign Policy, Fukuyama identifica il transumanesimo come "uno strano movimento di liberazione" che si propone "nientemeno che di liberare la razza umana dai propri limiti biologici."  Terribile, no?  Ma aspetta un momento, la storia dell'umanità (e anche la preistoria) non sono proprio una continua lotta per la liberazione di sempre più gente dai propri vincoli biologici?  Dopo tutto, oggi non viviamo più nella condizione "naturale" della nostra specie, cioè quella dei cacciatori-raccoglitori del Pleistocene.

Nuovi orizzonti tecnologici: verso il postumano? di Fabio Albertario

Il potere seduttivo delle nuove tecnologie consiste nel permetterci di fare quello che, prima, era semplicemente impossibile. Il dibattito su genetica, informatica e nanotecnologie si sposta dal terreno della fattibilità a quello della desiderabilità. Quali nuovi scenari si apriranno di fronte a noi nelle prossime decadi grazie alle tecnologie oggi in gestazione nei laboratori di ricerca? La lista delle potenzialità è lunga e, inevitabilmente, non tutte verranno realizzate. Sempre più, però, sembra che la nostra stessa natura potrà essere soggetta a modificazione e, se desiderato, miglioramento. Potremmo persino sfuggire al destino che è inesorabilmente toccato ad ogni generazione umana dall'alba del tempo.

Oltre i medici - computer, capitalismo e infermieri ci stanno portando verso una medicina qualitativamente superiore, di James Hughes

Mi piace il mio medico. Ma i medici sono come i vasai intorno al 1700. Hanno passato anni ad imparare la loro arte e alcuni sono artisti brillanti, ma presto la maggior parte della gente comprerà piatti, tazze e tazzine dalle fabbriche, in quantità e varietà enormi ed ad un costo molto inferiore. Nella fabbrica di ceramiche una persona impasta l'argilla e la passa lungo la linea d'assemblaggio, un'altro la modella, un'altro la cuoce e nessuno è più un "vasaio". Naturalmente ci sono ancora oggi botteghe di ceramiche e vasai per hobby, e alcune persone comprano ancora i loro costosi ed artistici prodotti, ma la professione di vasaio è ormai superata come scelta occupazionale e basta una percentuale della forza lavoro molto più piccola di allora per produrre tutto il vasellame da cucina che ci serve.

La bufala dello "sviluppo sostenibile". Le risorse sono infinite grazie all'intelligenza umana, di Guglielmo Piombini

Tra i tanti luoghi comuni diffusi con successo dagli ecologisti ve ne sono due, tra loro collegati, che sono particolarmente perniciosi: che lo sviluppo economico prima o poi dovrà arrestarsi, perché inevitabilmente le risorse naturali finiranno; e che limiti fisici invalicabili impediscono l´estensione del benessere materiale goduto nei paesi industrializzati a tutta l´umanità, o ad una popolazione più numerosa di quella attualmente vivente sulla Terra. Da queste premesse si deduce che solo rallentando deliberatamente lo sviluppo economico e la crescita della popolazione umana sarà possibile prolungare un accettabile livello di condizioni di vita sulla Terra (il cosiddetto "sviluppo sostenibile").

L'uomo oltre l'uomo. Le conseguenze della rivoluzione biotecnologica, di Francis Fukuyama  Recensione di Cosimo Pacciolla

L'ultimo lavoro di Fukuyama, il cui titolo originale è Our Posthuman Future, ha il merito, a nostro avviso, di costituire un interessante esempio di quello che potrebbe essere un nuovo modo di porsi di fronte alle questioni relative al pensiero postumano. Abbandonando, almeno dal punto di vista metodologico, la trita dialettica dei pro o contro le nuove tecnologie, Fukuyama s'interroga sulle possibilità che queste ultime hanno di modificare il nostro approccio all'idea stessa di politica. In particolare, si chiede in che modo si possa continuare a parlare di politica nei termini in cui fino ad oggi siamo stati avvezzi a fare, all'interno di un mondo che si pone nella condizione di abbandonare non solo teoricamente, ma anche praticamente, l'idea stessa di "una natura umana".

"The universe next door" di Marcus Chown - recensione di Giuseppe Vatinno

"The Universe Next Door" (traducibile come "L'universo della porta accanto") è un libro particolare nel senso che si inserisce in un filone della letteratura scientifica anglosassone che partendo da solide basi scientifiche sviluppa, percorre e precorre temi di frontiera. Questi territori della Scienza sono quelli ancora poco esplorati proprio perché si tratta di zone ad "alta speculazione", zone ancora -diciamo così- paludose ed in un certo senso malsane per i benpensanti delle scienze. Però, le teorie - base che sono il fulcro di tali speculazioni sono -viceversa- estremamente salde trattandosi del portato delle due principali rivoluzioni scientifiche dello scorso secolo e tra le maggiori di tutti i periodi storici: la Teoria della Relatività e la Meccanica Quantistica.

Cibo di Frankenstein alla riscossa, dal sito BetterHumans

L'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura sta crescendo rapidamente. Cresce anche l'evidenza dei loro benefici e della loro sicurezza. Vari studi mostrano che invece di nuocere all'ambiente i raccolti geneticamente modificati contribuiscono a migliorarlo  riducendo l'uso di pesticidi. E invece di danneggiare i paesi in via di sviluppo, questi ultimi li stanno usando per risolvere i propri problemi agricoli e nutrizionali. In un'intervista al New Scientist, a proposito dell'ostilità verso gli OGM, Govindarajan Padmanaban, un biochimico all'Istituto Indiano della Scienza dichiara: "I requisiti dei paesi in via di sviluppo sono molto differenti da quelli dei paesi ricchi" e "Penso che sia moralmente indifendibile opporre questi sviluppi."

Preda, di Michael Crichton - miti e archetipi sotto l'albero della conoscenza

In "Preda", tocca alla nanotecnologia ricevere il trattamento Crichtoniano che biotecnologie e genetica hanno ricevuto in Jurassic Park. In breve, la trama ruota intorno ad un'applicazione nanotecnologica sfuggita al controllo dei propri creatori, con consequenze drammatiche. Va subito detto che il romanzo contiene molte imprecisioni tecniche. Una per tutte: gli sciami di nanorobot, il cui ruolo nella trama è paragonabile a quello dei dinosauri di Jurassik Park, si spostano volando da una vittima all'altra, come sciami di insetti. Il problema è che per un nanorobot delle dimensioni di un globulo rosso, questo sarebbe  difficoltoso quanto il nuotare nel miele per un uomo… Il problema di Preda, però, va ben oltre i dettagli tecnici e si annida sia nel messaggio che negli archetipi i cui echi risuonano nel libro.

Non vince nessuno, se non vinciamo tutti: globalizzazione, progresso tecnologico-scientifico, post-umanità.

Il progresso economico e tecno-scientifico sostenibile sul lungo periodo, trova terreno fertile soprattutto in quelle nazioni che si organizzano secondo i criteri della Società Aperta, una colonna portante del pensiero estropico e non a caso: una società aperta, in cui creatività e spirito di iniziativa abbiano la possibilità di esprimersi, è destinata a produrre, fra le altre cose, quelle tecnologie che prevediamo per i prossimi decenni e che rivoluzioneranno la condizione umana.

La NASA non serve: Bush la chiuda, di Alberto Mingardi

Nei giorni del silenzio e del dolore per gli astronauti del "Columbia", il dibattito sulle cause, il balletto dei perché, oscilla fra roboanti dichiarazioni di principio e gli stizziti j'accuse dei questuanti dell'aeronautica. George W. Bush, nel dubbio, aumenta gli stanziamenti per la National Aeronautics and Space Administration, non foss'altro per una questione di puntiglio. Eppure, forse sarebbe il caso di mettere sul piatto altri argomenti. Di calibrare costi e benefici di un ente, la Nasa appunto, che sembra più che altro l'Iri dei cieli.

Raeliani, Clonaid, la piccola Eva e gli extraterrestri

Riproduttiva o terapeutica? A cosa serve la clonazione e a cosa servono i raeliani...  Il mondo intero aspetta una prova che la piccola Eva sia effettivamente il primo clone umano e non una povera innocente sfruttata a scopo auto-propagandistico dalla setta  raeliana. Nell'attesa, sorge il dubbio che, dal punto di vista della bambina, sarebbe meglio se il tutto si rivelasse uno stunt pubblicitario…

Clonazione: un catalogo di spauracchi, di Giuseppe Regalzi

Che in un'era di rapido progresso scientifico le nuove tecnologie siano accolte con qualche timore non è un male: rischi e benefici vanno pesati, e all'assenso supino va sempre e comunque preferita la discussione democratica. Ma nella nostra epoca la percezione del rischio sembra essere per qualche motivo profondamente alterata: mentre da un lato si accettano fatalisticamente rischi elevati e ben conosciuti (il fumo, gli incidenti automobilistici, etc.), dall'altro si drammatizzano in modo spesso grottesco rischi estremamente bassi o del tutto immaginari.

Presentazione del Journal of Technology and Evolution

Pubblicato dalla World Transhumanist Association, il "Journal of Technology and Evolution" è una pubblicazione in rete a carattere filosofico dedicata alla discussione approfondita di tematiche  transumaniste. E' possibile commentare on-line gli articoli pubblicati.

Il ritorno della rivista "Extropy", editoriale di Ziana Astralos e Max More

Extropy naque in formato cartaceo a tiratura limitata nel 1988, arrivò sull'Internet nel 1997 e si è poi fermata per qualche tempo, mentre i nostri sforzi si concentravano verso altri canali. In questa sua terza versione, Extropy si proprone con uno scopo ben preciso, come indicato dal nuovo sottotitolo: la rivista delle soluzioni transumaniste. Manterremo online tutto il materiale precedentemente pubblicato in versione elettronica e  intendiamo mettere online anche gli articoli precedentemente pubblicati su carta.

Tecnofili contro neo-luddisti: la nascita della "Progress Action Coalition"

I neo-luddisti vogliono bloccare lo sviluppo di nuove tecnologie come l'ingegneria genetica, la nanotecnologia e l'intelligenza artificiale.  Gli extropians si stanno organizzando in difesa del progresso."Come affrontare l'opposizione di bio-conservatori e tecnofobi verso le biotecnologie e la tecnologia in generale?" Questa la domanda a cui la Progress Action Coalition (Pro-Act), una nuova organizzazione la cui nascita è stata annunciata alla recente conferenza dell'Extropy Institute ( Extro-5 ), vuole trovare risposta. In un intervento alla conferenza, Natasha Vita-More, direttrice di Pro-Act, artista e "catalizzatrice culturale", ha detto che la nascente organizzazione mira a costruire una coalizione di gruppi capaci di confrontarsi con l'opposizione neo-luddista sulle applicazioni di genetica, nanotecnologia e intelligenza artificiale.

Accogliamo il futuro a braccia aperte, invece di abbandonarlo - Una risposta a Bill Joy, di Max More

Quando uno scienziato pubblica un articolo, i suoi colleghi si aspettano che egli abbia letto ciò che è stato pubblicato da altri sul soggetto in questione. Si aspettano che lo scienziato abbia studiato tutto quanto sia disponibile, sopratutto se si tratta di un settore controverso. Tutto questo Bill Joy, nel suo ruolo di Direttore Scientifico della Sun Microsystems, dovrebbe saperlo. Invece, leggendo il suo articlo "Il futuro non ha bisogno di noi", quello che mi colpisce sono la sua pubblica dimostrazione di ignoranza del pensiero corrente sulle tecnologie future, le sue non-realistiche teorie sull'"abbandono" di certe tecnologie e la sua convinzione che coloro che da anni hanno preso in considerazione questi soggetti non abbiano un minimo di buon senso (apprezzo, comunque, il coraggio dimostrato nel mostrare in pubblico le proprie paure).

Promesse e pericoli: i poli interconnessi della tecnologia del XXI secolo - Una risposta a Bill Joy di Ray Kurzweil

La tecnologia è sempre stata una lama a doppio taglio. Questo è particolarmente vero per la tecnologia moderna, basti considerare le biotecnologie. Abbiamo già ottenuto notevoli benefici come trattamenti più efficaci per l'AIDS, insulina, etc. Nei prossimi anni otterremo ulteriori enormi benefici, come la sconfitta del cancro e di molte altre malattie, nonchè l'estensione della longevità umana, tutti sviluppi positivi (anche se persino alcuni di questi sono controversi per alcuni). Allo stesso tempo è possibile creare, in un qualsiasi laboratorio con le adeguate attrezzature biotecnologiche, un agente patogeno che potrebbe essere più distruttivo di una testata nucleare.

Post-Human, Verso nuovi modelli di esistenza.

"Post-Human" irrompe inaspettato sulla scena culturale italiana e osa affrontare concetti radicalmente nuovi che non è più possibile continuare ad ignorare. Superando un'ontologia improntata sulla purezza essenzialistica e sull'autarchia culturale dell'uomo si sta affermando una nuova visione del concetto di umanità fondata sulla contaminazione con l'alterità non-umana. La perfusività dell'innesto biotecnologico, l'orizzontalità del bio-realm inaugurata dall'ingegneria genetica, la connettività dei supporti tecnologici resa possibile dalla miniaturizzazione dei sistemi informatici ela sempre maggiore bio-compatibilità di interfaccia sono solo alcuni dei tratti attraverso cui si va delineando il profilo post-human.

I privati alla conquista dello spazio, di Guglielmo Piombini

"25 annidopo l'esplorazione di Lewis e Clark del 1803 - ricorda Rick Tumlinson, presidente della Space Frontier Foundation, la più importante delle associazioni americane che si battono per l'espansione umana nell'universo - migliaia di carovane già si dirigevano verso ovest, e altrettante navi portavano i pionieri in California; 25 anni dopo il primo volo dei fratelli Wright la gente poteva acquistare un biglietto per un volo di linea; ma a 30 anni dal primo sbarco sulla Luna non è successo nulla: è venuto il momentodi muoversi!". "Se i nostri antenati sono stati capaci di aprire la frontiera sconosciuta degli oceani - aggiunge Jim Davidson della Houston Space Society - noi abbiamo ancora più conoscenze e risorse per aprire la frontiera dello spazio".

Catastrofe ecologica? Ehm... non proprio... "The Skeptical Environmentalist"

"L'ambientalista scettico" sfida la credenza diffusa che la situazione ambientale sia in continuo peggioramento. L'autore, egli stesso un ex membro di Greenpeace, critica l'approccio di molte organizzazioni ambientaliste che fanno un uso selettivo ed ingannevole dei dati scientifici disponibili. Usando le migliori informazioni statistiche disponibili presso istituti di ricerca internazionali, Bjørn Lomborg esamina sistematicamente una serie di problemi ambientali che dominano le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Lomborg presenta le proprie conclusioni in linguaggio non tecnico e accessibile e a prova delle proprie conclusioni, provvede 2900 note a piè di pagina, dando l'opportunità  ai propri lettori di controllare di persona le sue fonti di informazione. Giungendo alla conclusione che ci sono più motivi per l'ottimismo che per il pessimismo, Bjørn Lomborg sottolinea la necessità di scelte razionali nell'allocare le risorse disponibili, in modo di  affrontare i problemi reali e non quelli immaginari.  "L'ambientalista scettico" offre ai lettori una analisi indipendente che serve da utile correttivo agli allarmismi di certi gruppi di pressione e dei mass-media.

Quinta Conferenza dell' Extropy Institute  

Extro-5 fa parte della strategia dell'Extropy Institute di lanciare una controffensiva culturale. Tecnologie emergenti della portata di intelligenza artificiale, biotecnologia, superlongevità e nanotecnologia offrono enormi possibilità per il miglioramento della condizione umana, ma comportano anche rischi.  A Extro-5 ogni sessione metterà a confronto menti brillanti sul tema dell'impatto dell'alta tecnologia sulla società (affrontando sia le opportunità che i potenziali problemi), nonché sul come controbattere le critiche a questi cambiamenti. Prestando attenzione alle paure di coloro disorientati dagli sviluppi nel settore biotecnologico o sopraffatti da una marea di informazioni, possiamo adattare e raffinare i valori dell'Illuminismo, creando una filosofia estropica per un Nuovo Illuminismo.

Ribelli anti-futuro - La nascita del movimento anti-tecnologico mondiale

L'articolo di Ronald Bailey su Reason parte da una dichiarazione di Francis Collins (direttore del Human Genome Project): "I  movimenti anti-tecnologia diverranno una realtà importante in America ed altrove entro il 2030". Purtroppo, Collins ha sbagliato la sua previsione di circa trent'anni. Il movimento internazionale anti-tecnologia è già fra noi ed in futuro la sua data di nascita potrebbe essere associata al recente "Forum e Seminario Internazionale su Globalizzazione e Tecnologia" in New York. 1400 persone si sono presentate per ascoltare interventi di Kirkpatrick Sale, Jeremy Rifkin, Jerry Mander, Andrew Kimbrell, Paul Hawken, Pat Roy Mooney, Mae-Wan Ho and Vandana Shiva, cioé di alcuni dei più famosi tecnofobi in esistenza, alcuni dei quali descrivono sé stessi, apertamente ed orgogliosamente, come luddisti… L'obiettivo della conferenza, dice l'organizzatore Jerry Mander famoso per libro "Quattro ragioni per abolire la televisione", era quello di "mettere in contatto il popolo di Seattle con i principali intellettuali anti-tecnologia, diciamo pure luddisti" .

Segnalazione: KurzweilAI.net

KurzweilAI.Net è dedicato alla crescita esponenziale dell'intelligenza biologica e di quella non-biologica ed alla loro fusione in un futuro post-umano. Il sito illustra un futuro in cui i nanorobot scorrono nelle nostre vene curando malattie ed incrementando le nostre capacità intellettuali. Un futuro in cui chiunque può essere chiunque egli voglia essere, nella realtà virtuale. Partendo dal best-seller di Raymond Kurzweil, "The Age of Spiritual Machines", vari contributori  discutono i temi del giorno, per esempio, dovremmo abbandonare lo sviluppo di  "idee pericolose" (Bill Joy contro Ray Kurzweil) ?

Segnalazione: Il corpo del futuro

Un sito ironico e informativo dell'artista transumanista Natasha Vita-More: una finta pubblicità del futuro prossimo venturo per illustrare ciò che potrebbe essere possibile. Potremo acquistare il nostro corpo del futuro così come oggi acquistiamo un'automobile? Se ci stanno a cuore il nostro sviluppo e la nostra crescita personale, nonché la nostra stessa sopravvivenza, possiamo solo sperare che queste non restino solo fantasie...

Il creatore di Gaia attacca i verdi

Lovelock paragona il movimento ambientalista internazionale ad "una specie di figura materna, talmente preoccupata dai piccoli rischi da ignorare i problemi reali" ed esprime la speranza che i verdi "si decidano a crescere" e si concentrino sul problema di come sostenere la vita umana sulla Terra senza distruggere le nicchie ecologiche delle altre creature. Contrariamente a molti verdi, Lovelock è a favore dell'energia atomica: "Prima o poi nel ventunesimo secolo" dice lo scienzato "penseremo con rabbia a coloro che oggi continuano ad inquinare usando carbone e petrolio invece di sfruttare i benefici dell'energia atomica".



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