Kevin Brown - "Neural Tweakers"

C O N T E N U T I :

Crionica ("ibernazione" umana, criopreservazione)

Società Italiana per la Crionica (Estropico è lieto di ospitare il sito della SIC)

Life extension (longevismo, allungamento della vita)

La prospettiva dell'immortalità, di Robert Ettinger

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5 cose che puoi fare ora per combattere l'entropia

Se avete dato un'occhiata al sito, vi sarete accorti che in qualunque sezione si guardi  si parla molto di possibili eventi futuri. Si parla, soprattutto, di tecnologie che trasformeranno la nosta vita, ad un certo punto nelle prossime decadi. In effetti tutti i temi trattati nel sito dipendono da tali futuri sviluppi per potersi realizzare. Se mancano 30 o 50 anni all'arrivo di una  tecnologia avanzata abbastanza da poterci garantire una vita più lunga della media attuale in perfetta salute, cosa possiamo fare nel frattempo se non sperare di campare fino a quel giorno? Romana Machado, una estropica Americana della prima ora, suggerisce cinque cose che possiamo fare ora.

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CRIONICA:  ("ibernazione" umana)

Cosa ne pensano gli estropici della crionica/biostasi?

Essere congelati è la seconda cosa peggiore che possa capitarvi! (La prima è di morire senza essere poi congelati!) Molti estropici hanno organizzato la propria sospensione crionica. Sia con il microscopio tradizionale che con quello elettronico è possibile osservare come i campioni di tessuto congelati con le tecniche usate dalle associazioni crioniche (cioè con l'uso di crio-protezione e con il graduale raffreddamento fino a raggiungere la temperatura dell'azoto liquido), riportano danni di carattere macroscopico, in pratica crepe fra le cellule, causate dal processo di congelamento,  piuttosto che danni a livello intracellulare. Questo significa che il danno causato dal congelamento, nonché il danno della malattia che abbia ucciso il paziente, dovrebbero essere riparabili da una nanotecnologia molecolare relativamente avanzata.

LA PROSPETTIVA DELL'IMMORTALITA', di Robert Ettinger   

Robert C. W. Ettinger, cominciò ad occuparsi della conservazione di corpi umani a basse temperature nel 1948, ma tali idee cominciarono a circolare negli Stati Uniti solo nei primi anni sessanta, con la pubblicazione del suo "La prospettiva dell'immortalità". Da allora, Ettinger ha fondato il Cryonics Institute, una delle due principali organizzazioni crioniche internazionali e la pratica da lui inventata, la crionica, ha lentamente attirato l'attenzione di un numero crescente di persone - ad oggi sono alcune centinaia coloro che hanno organizzato la propria "sospensione crionica". "La prospettiva dell'immortalità" ha ormai trent'anni, ma resta un testo fondamentale per chiunque sia interessato alla crionica.

Prefazione e introduzione

La maggior parte degli individui ora viventi ha buone pobabilità di continuare a vivere fisicamente anche dopo la morte, nonché una discreta possibilità, fondata su basi scientifiche, che i corpi surgelati ritornino alla vita e alla giovinezza. Questa prospettiva rappresenta la più grande promessa, e probabilmente anche il più grande problema, di tutta la storia, compresa l'era dell'energia nucleare; tuttavia, sembra in pratica passata inosservata. Questo libro si ripromette di convincere dapprima un notevole numero di scienziati e di profani intelligenti e infine il mondo intero, che la prospettiva dell'immortalità non è un'oziosa congettura.

1. Morte surgelata, sonno surgelato e alcune conseguenze

La maggior parte degli attuali viventi ha la probabilita' di diventare fisicamente immortale. Questa importante affermazione, che potra' presto diventare un cardine della vita individuale e nazionale, sara' facilmente compresa collegando un dato di fatto a una ragionevole supposizione, nel modo seguente: Il fatto: e' possibile fin da ora conservare per un tempo indefinito a temperature molto basse un cadavere, senza notevole deterioramento (saranno forniti particolari e riferimenti bibliografici.) La supposizione: se il progresso continua, la scienza medica diventera' in futuro capace di porre riparo a quasi tutti i danni arrecati al corpo umano, quindi anche alle alterazioni dovute al surgelamento, alla debilitazione senile, alle altre cause di morte (Daremo poi le ragioni ben precise che giustificano questo ottimismo).

2. Gli effetti del surgelamento e del raffreddamento

Se ora avete circa quarant'anni, probabilmente quando fra trenta o quaranta anni morirete, i medici o gli esperti pagati dalla vostra compagnia di assicurazione raccoglieranno il vostro sangue, perfonderanno i vostri organi e vi lasceranno giacere in riposo - non un riposo eterno, ma temporaneo, e non nella terra fredda, ma in una cella frigorifera molto piu' fredda. Qualche anno piu' tardi, forse, vi porranno accanto anche il corpo di vostra moglie. In un primo tempo, molti troveranno quest'idea inverosimile e ripugnante; ripugnante perche' la loro mente associa il concetto di frigorifero a quello di carne morta, inverosimile perche' sanno che tanto per cominciare una bistecca di agnello appare del tutto inerte e per di piu', in una cella frigorifera a -18 gradi centigradi, comincia a deteriorarsi dopo pochissimi anni.

3. Riparazione dei danni e ringiovanimento

Abbiamo visto che un corpo da poco deceduto può essere congelato, conservato per lungo tempo a basse temperature e nuovamente sgelato senza subire danni eccessivi. Tuttavia, si tratta pur sempre di un cadavere cadavere recente (anche se conservato per secoli) e a quel punto saranno necessaro altri interventi. Innanzitutto  dovremo avere la sicurezza di poter essere riportati in vita; poi, se al momento della morte fossimo stati ammalati o in qualche modo danneggiati, dovremo essere certi di risvegliarci risanati e, se anziani in punto di morte, di essere riportati in vita ringiovaniti (in realtà noi vogliamo ancora di più: speriamo infatti di essere resuscitati in uno stato di salute non solo equivalente a quello precedente, ma assai migliore).

4. Gli interrogativi di oggi

Oggi la crionica deve confrontarsi con tre grandi interrogativi: è tecnicamente realizzabile (in modo che i "pazienti" abbiano una buona probabilità di venire riportati in vita e ringiovaniti)? È realizzabile dal punto di vista pratico e non solleva nuovi e insuperabili problemi? È desiderabile sia per l'individuo che per la società? Finora ci siamo occupati principalmente del primo interrogativo: nei seguenti capitoli ci dedicheremo soprattutto agli altri due. Che cosa possiamo fare oggi per migliorare le nostre speranze? Come possiamo dare a un parente in punto di morte le migliori possibilità di salvezza? Cosa possiamo fare se la morte di un nostro caro ci coglie impreparati, con disponibilità e risorse limitate? Fino a che punto, in buona coscienza, dobbiamo spingere i nostri sforzi?

5. Crionica e religione

A prima vista, si potrebbe pensare che molte persone di fede potrebbero provare ripugnanza per il progetto crionico (o "ibernazione" umana) e che quindi lo rifiuterebbero in quanto immorale. Dopotutto,  il programma potrebbe sembrare, sotto diversi aspetti, incompatibile con la religione, ma solo se analizzato superficialmente. Innanzitutto, il considerare la morte non come qualcosa di assoluto e definitivo, ma soltanto come un fenomeno quantitativo e reversibile, sembra in contrasto con la nozione di "anima" e con il dualismo corpo-spirito, il quale ha un importante ruolo nella maggior parte delle religioni. [...] Non sarebbe un sacrilegio resuscitare un cadavere e quindi richiamare un'anima dal luogo in cui essa ha trovato rifugio? In secondo luogo, nel progetto crionico è implicita l'affermazione che l'uomo moderno non si trova al vertice dell'evoluzione, ma rappresenta soltanto un gradino della scala evolutiva: non solo si è evoluto da forme di vita meno progredite, ma continuerà ad evolversi con l'uso di varie tecnologie  biologiche e bio-ingegneristiche, sia come razza che come individuo, trasformandosi profondamente sia interiormente che esteriormente. Ciò non mette forse a dura prova l'idea dell'uomo creato a immagine di Dio?

6. La crionica di fronte alla legge

È necessario che siano protetti non solo i corpi dei crionauti, ma anche i loro averi e i loro diritti [...] La legge, come difende tutti noi, così deve difendere anche l'individuo in biostasi. La legge sì, ma quale legge? Un complesso di articoli di legge che emergerà nel solito modo, nelle legislazioni e nei tribunali, per mezzo di prove, controprove, compromessi ed evoluzioni. Mentre i caratteri generali di questa legislazione non sono ancora chiari, possiamo prendere in considerazione alcuni dei problemi più ovvii e fare alcune congetture sulle possibili soluzioni.

7. L'economia dell'immortalità

"Siamo talmente lontani dall'abbondanza, che non possiamo permetterci neppure, per esempio, di liberare le nostre città da tuguri e inquinamento. Un recente studio… ha mostrato che per far raggiungere a tutte le nostre città delle condizioni considerate accettabile dagli urbanisti, sarebbe necessaria una spesa annuale di oltre 100 miliardi di dollari, per ben 12 anni... E sebbene le mie entrate personali siano discrete, vorrei che fossero dieci volte più alte. Non ho dubbi che troverei molti modi di spendere quei soldi e penso che la maggior parte della gente la pensi allo stesso modo. Stando così le cose, sarebbe naturale preoccuparsi dei costi, diretti e indiretti, del progetto crionico e soprattutto della prospettiva dell'immortalità, con i suoi problemi di incremento demografico. Ma un'analisi più accurata mostra che tali nuovi e difficili problemi non sarebbero poi tanto nuovi e forse neppure tanto difficili.

8. Il problema dell'identità

...nel senso stretto del termine, l'individualità non esiste [...] La classificazione "uomo" è utile, ma non nettamente definibile [...] È un uomo un essere pre-Neanderthal (o un altro "anello mancante")? Un cadavere è un uomo, se alcune delle sue cellule sono ancora vive? E così di seguito. Le etichette sono utili, ma possono essere utilizzate in maniera arbitraria. Nel mondo fisico non c'è una raccolta definita di oggetti che possono essere chiamati "uomini", ma solo mutevoli gruppi di atomi organizzati in vari modi, alcuni dei quali possiamo decidere di raggruppare insieme per convenienza. Tagliamo questo nodo gordiano ammettendo che l'identità, come la morale, è fatta dall'uomo ed è relativa, e non naturale ed assoluta. L'identità, come la bellezza, dipende da chi guarda. Una parte esiste e una parte è inventata. Invece di avere un'identità, abbiamo diversi gradi di identità, misurabili con vari criteri. Il risultato è meraviglioso: in un certo senso, avremo perso l'anima, ma avremo guadagnato il paradiso.

9. Cosa fare con l'immortalità

I rinunciatari si chiedono se valga la pena di prolungare la propria vita: "ho avuto una vita piena" dicono. "Ora sono annoiato e non ne potrei sopportare una seconda. Non mi piacerebbe vivere in un mondo futuristico... non avrei niente da fare... non riuscirei ad inserirmi..." etc, etc. Il problema, è che molti non hanno la più pallida idea di cosa aspettarsi nel futuro. […] Quello che non capiscono è che le differenze saranno sia qualitative che quantitative. In particolare, non riescono assolutamente ad afferrare il concetto che noi stessi saremo  diversi, loro compresi. Le qualità mentali, fra le quali intelligenza, personalità e carattere, saranno profondamente diverse e non soltanto nei nostri discendenti, ma anche in noi stessi, tu ed io, i "resuscitati" […] noi non saremo gli stessi di oggi, ma saremo "incrementati"e "valorizzati". Saremo in grado di apprezzare a fondo le parole di Thomas Huxley: "[…] Nessuno che sia stato al mondo quanto me può mantenere la pia illusione che esso si basi su princìpi di benevolenza... Ma nonostante ciò, il cosmo ritiene la sua bellezza  e rimane profondamente interessante in ogni suo angolo, e se io avessi tante vite quante un gatto, non ne lascerei nessuno inesplorato."

10. "Morale, usi e costumi di domani"

Nel decimo e penultimo capitolo, l'autore esplora il possibile l'impatto della crionica sulla società: cultura, morale sessuale, rapporti interpersonali, rischio immobilismo da eccessiva prudenza, giustizia, entità intelligenti non-umane e altro. A volte profetico (prevede la pillola contraccettiva e alcuni dei suoi effetti), a volte meno (le metropolitane supersoniche transcontinentali restano una prospettiva per il futuro), Ettinger è sempre e comunque stimolante. Dal testo: "Sarà davvero un mondo migliore, quello di domani? Vale la pena di continuare a lottare? Se siamo convinti delle possibilità future di plasmare la nostra personalità, questo singolo fatto dovrebbe bastare a farci rispondere affermativamente. Potremo essere tutti "felici e contenti". Tuttavia, preferiremmo avere la certezza che i anche cambiamenti esteriori saranno altrettanto realizzabili. Nei capitoli precedenti abbiamo parlato di come impiegheremo la nostra immortalità in termini molto generici , dato che, ovviamente, è impossibile fare previsioni precise su un arco di tempo così lontano. Penso che sia comunque interessante presentare ora alcune delle possibilità che ci si offriranno a più breve scadenza."

11. Come sarebbe una società fondata sulla crionica/ibernazione?

Oltre ad essere sicuramente realizzabile, una società fundata sull'ibernazione sarebbe anche desiderabile, nonchè, per molti aspetti, praticamente inevitabile. Queste considerazioni vengono illustrate più chiaramente prendendo in considerazione da un punto di vista leggermente diverso alcuni degli argomenti ai quali abbiamo già accennato in precedenza. L'inevitabilità del progetto crionico. È facile intuire che prima o poi un programma di ibernazione su vasta scala sarà inevitabilmente varato, anche senza che il mio ottimismo venga da tutti accettato e indipendentemente dai miei sforzi personali. Come già discusso, è generalmente considerato verosimile che in futuro possa essere possibile provocare uno stato di animazione sospesa negli esseri umani (da vivi, senza seri danni da congelamento e in modo che il soggetto possa poi essere risvegliato e riportato in vita). Per quanto ne so, nessun esperto dubita che ciò si possa verificare, anche se le opinioni sono discordi circa quando tale tecnica sarà disponibile. Le previsioni vanno partono da un minimo di cinque anni; la mia impressione è che il consenso punta verso il raggiungimento del successo nel limite delle aspettative di vita della maggior parte di noi. Non appena si potrà praticare l'animazione sospesa, le persone afflitte da malattie incurabili saranno sicuramente congelate mentre sono ancora in vita, in attesa che vengano scoperte cure più efficaci. Sono sicuro che questo sviluppo farà da rompighiaccio per il progamma crionico, nel caso non fosse già allora avviato.

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Società Italiana per la Crionica  

FAQ crionico. Il FAQ del Cryonics Institute

Cos'è la "crionica"? La crionica è una tecnologia tesa a salvare vite e ad estendere, di molto, le aspettative di vita. In pratica, consiste nell'abbassamento della temperatura corporea di persone dichiarate legalmente morte, fino al raggiungimento della temperatura dell'azoto liquido. A quel punto la decomposizione si ferma e la speranza è che, in futuro, sarà possibile riportare in vita tali persone, nonché ripristinarne la condizione giovanile e di salute, tramite sufficientemente avanzate procedure scientifiche. Una persona mantenuta in tali condizioni è considerata un "paziente criopreservato", in quanto non consideriamo tale persona come realmente "morta".

Una breve introduzione alla crionica

La morte è la perdita irreversibile dell'informazione contenuta nel cervello (cioè le nostre memorie e la nostra personalità). E' sufficiente il mancato funzionamento di un organo per scatenare una serie di eventi che può risultare nel deterioramento del cervello (in genere per mancanza ossigeno) e quindi, nella morte. Una volta deteriorata la struttura del cervello, l'informazione in essa contenuta è irrimediabilmente persa e con essa ogni traccia della persona definita da tale informazione. Ma se la struttura del cervello fosse mantenuta intatta dopo la morte? Se si potesse prevenire la perdita delle strutture neuronali in cui la nostra personalità e i nostri ricordi sono codificati? In effetti, tutto ciò è già possibile con la tecnologia odierna, anche se non in maniera perfetta. Alcune centinaia di persone, organizzate in varie organizzazioni,  intendono farsi congelare (una volta morti),  nel tentativo di prevenire la perdita irreversibile dell'informazione iscritta nel proprio cervello.

La riparazione a livello molecolare del cervello, di Ralph C. Merkle

La sospensione crionica è un metodo per stabilizzare le condizioni dei malati terminali, così che possano avere accesso alle strutture mediche che saranno disponibili nel tardo 21° o 22° secolo. Il fatto che le condizioni di una persona conservata alla temperatura dell'azoto liquido siano stabili non è controverso, ma il processo di sospensione crionica infligge una quantità di danno tale da  non poter essere riparato dalla tecnologia medica corrente. Il fatto che non sia possibile riparare i danni dovuti alla sospensione crionica con i metodi oggi disponibili, non significa che ciò non possa essere possibile in futuro, proprio come l'impossibilità di costruire un computer nel 1890 non implicava che tali macchine non sarebbero mai state costruite. Questo articolo prende in considerazione i limiti raggiungibili dalla scienza medica (in base alle nostre conoscenze attuali delle leggi della chimica e della fisica) e il genere di danno causato dai metodi attuali di sospensione crionica. L'articolo prende poi in considerazione quali metodi saranno verosimilmente disponibili in futuro per riparare questo tipo di danno.

Ibernazione  Umana - Note Tecniche

La procedura per l'ibernazione di un paziente, negli Stati Uniti, inizia di solito  nella sala di rianimazione di un ospedale, dove lo stesso è in fin di vita per una grave malattia. Subito dopo l'arresto cardiaco, un medico certifica la morte legale, quindi, viene applicato al paziente un apparecchio cardio-polmonare meccanico che, comprimendo ritmicamente il torace, assicura la ventilazione dei polmoni ed un continuo flusso di sangue al cervello. Contemporaneamente viene erogato ossigeno. Entro 2 minuti vengono somministrati, per endovena, vari farmaci per ridurre i danni dell'episodio ischemico e della successiva riperfusione e cioè: anticoagulanti come l'eparina e la streptokinasi, per inibire la formazione di coaguli di sangue, particolarmente nel microcircolo cerebrale, il metilprednisolone e la clorpromazina, per stabilizzare le membrane cellulari, il mannitolo ed il destrano 40, per ridurre l'edema, il calcio-bloccante  nimodipina, l'epinefrina, per migliorare la perfusione e la pressione del sangue, la deferoxamina, per ridurre i danni da radicali liberi, il sodio citrato, per ridurre i danni da riperfusione cerebrale, il potassio cloruro, per ridurre il metabolismo cerebrale, il metubine iodite, per inibire il brivido, THAM, antibiotici a largo spettro, inoltre viene somministrato, mediante sondino gastrico, del malox per prevenire la comparsa (per effetto dell'ipotermia profonda indotta) di ulcere gastriche emorragiche.

La crionica in Italia

Chiunque fosse seriamente interessato ad organizzare la propria sospensione crionica in Italia, si troverebbe in una situazione difficile. Come nel resto d'Europa, in Italia non esistono organizzazioni crioniche, ma in Italia non esiste nemmeno una rete di supporto composta di altri crionicisti, come succede invece in alcune nazioni europee. Le uniche organizzazioni crioniche in esistenza sono negli Stati Uniti, mentre in Europa esistono appunto reti di crionicisti, iscritti ad  organizzazioni americane, che si organizzano per facilitare il trasporto del paziente in Arizona (Alcor) o Michighan (Cryonics Institute) per la conservazione di lunga durata. Inoltre la procedura sarebbe ostacolata dalla situazione legale che prevede un periodo di osservazione  di 24 ore dall'arresto cardiaco, per poter disporre del cadavere (con alcune possibili eccezioni).

La globalizzazione della crionica

FutureNews, la newsletter della Cryonics Society, ci aggiorna sulla crescita del movimento crionico in Europa (Russia e Germania). Estropico aggiunge un aggiornamento sulla situazione in Italia. La crionica (conosciuta anche come ibernazione umana o criopreservazione) è stata fino ad ora un fenomeno sostanzialmente americano. L'idea è stata d'apprima esplorata da Robert Ettinger nel suo "La prospettiva dell'immortalità" (disponibile online su Estropico) e le prime organizzazioni sono sorte negli States. Nel corso degli anni, però, l'interesse per la crionica ha raggiunto molte altre parti del mondo tramite articoli sui giornali e servizi telegiornalistici, nonchè grazie all'avvento del web. FutureNews si chiede se, dopo anni di discussioni, sia giunta finalmente l'ora delle organizzazioni crioniche al di fuori dell'America. La risposta? Non ancora, ma quasi…

Crionica, longevismo e gestione del terrore esistenziale. Un'analisi del relativo insucceso di crionica e longevismo alla luce della teoria psicologica della "gestione del terrore esistenziale".

Centomila persone uccise ogni giorno. Nel giro di due mesi le vittime sono tante quante quelle dell'Olocausto. Dove sono i manifestanti in piazza, gli appelli all'ONU, le richieste di intervento? Non ci sono. Siamo tutti in una trance che ci fa ignorare la carneficina intorno a noi. La ragione è che la causa di queste morti non è la fame, la guerra, o un regime totalitario, ma un fenomeno generalmente accettato come "naturale" e "inevitabile": l'invecchiamento. Noi fautori della longevità estrema, sognatori di vite senza data di scadenza, siamo a volte accusati di negare la realtà della morte. Nulla di più  sbagliato: è proprio la consapevolezza del destino che ci aspetta, che spinge la nostra ricerca di un'alternativa concreta, al di là delle promesse metafisiche delle religioni. In questa ricerca, spesso ci chiediamo: com'è possibile che le organizzazioni crioniche abbiano solo qualche centinaio di iscritti su sei miliardi e mezzo di abitanti del pianeta? Perché non c'è una strategia di ricerca, coordinata a livello internazionale e generosamente finanziata, con lo scopo dichiarato di sconfiggere invecchiamento e morte? [...] Una possibile risposta a queste domande circola da tempo fra longevisti e crionicisti, e si basa sulla teoria della gestione del terrore esistenziale, o Terror Management Theory (TMT), una teoria non conosciutissima, in Italia.

Contatti per la stampa

L'avvocato Vitto Claut è nato nel 1949, vive a Pordenone e ha due studi legali. Quello che lo rende diverso da un qualsiasi altro professionista italiano è che l'avvocato ha un contratto per la propria sospensione crionica con la Alcor Life Extension Foundation. "Negli anni ci hanno sostituito le mani, i reni, il cuore e il fegato. Fra vent’anni ci potrebbero sostituire il cervello. Non vedo perché non possa accadere che fra 150 anni rinasciamo. Sono sicurissimo che ciò accadrà." "Mi sono preso un anno per decidere. Ho voluto sapere tutto, studiarmi ogni clausola del contratto, capire le conseguenze giuridiche per quanto riguarda i beni personali in Italia, che andranno ai miei eredi mentre io semplicemente pago una rata annuale perché la Alcor dopo morto mi tenga ibernato nei suoi laboratori fino a quando si troverà il metodo di riportarmi in vita. Quando mi è stato tutto chiaro, sono tornato in America e ho firmato."

Giovanni Ranzo è nato nel 1959 ed è insegnante di lettere in una scuola superiore di Roma. Oggi, Giovanni è uno dei pochissimi italiani ad avere organizzato la propria sospensione crionica (tramite contratto con il Cryonics Institute). "Nella crionica vedo l'eccezionale possibilità offerta all'uomo, per la prima volta nella sua storia, di vincere la limitazione della morte e poter godere di ciò che il futuro ci offrirà. Le prime volte che ho parlato di questa opzione con amici e parenti ho visto il loro sguardo perplesso e incredulo: quando ho spiegato loro di cosa si trattave realmente, il loro sguardo è sempre cambiato..."

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LIFE EXTENSION (longevismo, allungamento della vita):  

Il momento Eureka, il primo capitolo di Ending Aging di Aubrey de Grey e Michael Rae

Erano le quattro di mattina, in California, ma il mio corpo continuava a farmi presente che a Cambridge era ancora mezzogiorno. Ero sfinito dal volo intercontinentale e da una giornata intera spesa discutendo con alcune delle più influenti personalità nel campo della biogerontologia, ad un evento per soli invitati - una "officina delle idee" sul tema di come combattere l'invecchiamento. Fra i presenti, il biologo evolutivo Michael Rose, gli esperti di restrizione calorica Richard Weindruch e George Roth, il nanotecnologo Robert Freitas e molti altri. Ma ora non riuscivo a dormire: colpa non solo del fuso orario sfasato, ma anche della frustrazione causata da quello che per me era l'esito negativo della giornata - l'assenza di  progresso verso una concreta, realistica roadmap anti-invecchiamento. Ogni volta che stavo per addormentarmi, una domanda sulla natura del metabolismo e dell'invecchiamento si infiltrava nel mio cervello e non mi dava tregua. Nel mio stato di insonnolita irritazione, mi sono alzato e ho cominciato ad andare avanti e indietro nella mia stanza, accarezzandomi la barba e rimuginando la questione. Il metabolismo "normale" è semplicemente troppo caotico, come dimostrato dal dibattito che si scatena fra biogerontologi quando si cerca di stabilire quali perturbazioni metaboliche siano le cause dell'invecchiamento e quali invece ne siano gli effetti (o cause secondarie) che potrebbero semplicemente scomparire, una volta rimosse le cause principali. Come intervenire positivamente su di un sistema talmente complesso e poco compreso? Sarebbe possibile evitare che un intervento sul metabolismo risulti, come il famoso battere d'ali di una farfalla, in un uragano da qualche altre parte?

Verso un futuro senza età. Il secondo capitolo di Ending Aging, di Aubrey de Grey e Michael Rae

Il biogerontologo Aubrey de Grey ritiene che molti di coloro oggi viventi potranno raggiungere i mille anni di età ed evitare i problemi di salute legati all'invecchiamento. In questo estratto dal suo "Ending Aging" ci spiega come. "...una volta attraversata la soglia rappresentata da un certo tasso di progresso biomedico, potremo tenere a bada indefinitamente l'invecchiamento. Tale tasso di progresso non è plausibile per i topi di laboratorio, ma lo è per l'uomo. Se saremo in grado di rendere le terapie di ringiovanimento sufficientemente robuste da concederci il tempo necessario a renderle ancora più efficaci, otterremo il tempo necessario a renderle ancora più efficaci, il che a sua volta… e così via. Tutto ciò ci consentirà di sfuggire indefinitivamente al declino connesso all'età, indipendentemente dalla nostra età cronologica. Utilizzerò il termine "velocità di fuga della longevità" (VFL) per descrivere questo concetto."

Una introduzione alla life-extension

La medicina ha compiuto passi da gigante negli ultimi cinquant'anni e i prossimi cinquanta produrranno innovazioni ancora più rivoluzionarie, mettendo persino in discussione i limiti "naturali" della longevità umana. Biotecnologie, genetica e, più avanti, le nanotecnologie ci permetteranno un livello di controllo sulla nostra biologia mai prima raggiunto nella storia dell'umanità. Questa sezione è dedicata a quello è possibile fare, oggi, in attesa di tali sviluppi.

Introduzione alla restrizione calorica, articoli di Roy Walford e di Massimo Marrazzo

La longevità massima degli esseri umani è di circa 110 anni; dei topi, circa 39 mesi. Finora, topi oltre i 39 mesi di età sono stati prodotti solo dalla restrizione  selettiva delle calorie disponibili nella dieta. La restrizione calorica ha esteso la longevità massima dei topi da 39 mesi a 56 mesi, che, in termini umani  corrisponderebbero, in proporzione, a 158 anni. Inoltre, i topi longevi rimangono giovanili nell'apparenza, nelle abilità fisiche e mentali e dimostrano una superiore resistenza alle malattie. Questi ben noti risultati sono la ragione per cui la restrizione calorica è oggi una delle principali aree di ricerca in gerontologia e per cui essa sta ricevendo urgente  attenzione dall'istituto nazionale sull'invecchiamento

E' possibile estendere la durata della vita umana?

Sulla base di nuove conoscenze sui meccanismi molecolari dell'invecchiamento, sembra che le nostre aspirazioni per una vita più lunga si stiano transformato in realtà scientifica. Il fenomeno conosciuto come invecchiamento è il risultato di una serie di cambiamenti patologici che sono parzialmente controllabili con tecnologie oggi disponibili. Prolungando la durata della nostra vita, ci mettiamo inoltre in condizione di poter approfittare delle innovazioni mediche dei prossimi anni, le quali potrebbero portare ad un allungamento spettacolare delle aspettative di vita. Questo articolo si occupa di alcune delle cause delle malattie tipiche dell'invecchiamento di cui siamo oggi a conoscenza e che possiamo influenzare.

Il topo Matusalemme

Un vero e proprio concorso per gruppi di ricerca scientifica, il premio "Topo Matusalemme" si propone di incoraggiare lo studio di efficaci strategie anti-invecchiamento e di attirare l'interesse ed il coinvolgimento del pubblico nella ricerca per l'estensione della vita.  L'allungamento della vita e la rimozione delle barriere ad una aspettativa di vita illimitata sono obiettivi primari per gli estropici. I 79,12 anni di aspettativa di vita media in Italia ci sembrano, francamente, solo un'inizio - un piccolo, delizioso e crudele assaggio di un'eternità che ci è però negata. Purtroppo, pare che tale atteggiamento non sia condiviso dalla maggioranza dei nostri contemporanei: cercare la cura per una specifica malattia è un'attività accettata ed  incoraggiata, ma la ricerca per una cura dell'invecchiamento è vista come una perdita di tempo, troppo memore dei miti della fontana della giovinezza per esser presa seriamente in considerazione… Ciononostante, proprio fra gli scienziati che studiano l'invecchiamento, i biogerontologi, si mormora ormai che è giunta l'ora di guardare in faccia l'invecchiamento e di riconoscerlo per quello che è: una malattia degenerativa.

Allungamento della vita e sovrappopolazione di Ramez Naam

Quando si parla di interventi tesi all'allungamento radicale della vita, si sentono sempre le stesse domande: "...e dove la metteremmo tutta questa gente?" "...e la 'bomba demografica?'" "...non siamo già troppi così?" Ramez Naam ha dedicato un capitolo del suo More Than Human proprio a tali domande. L'impatto demografico delle tecnologie per l'estensione della vita sarebbe sorprendentemente limitato [...] l'allungamento della vita avrebbe un impatto incrementale, piuttosto che esponenziale, sulla crescita demografica. In pratica, anche se ottenessimo oggi l'immortalità, il tasso di crescita globale rimarrebbe più lento di quello visto nel dopoguerra con la generazione del baby-boom. Se l'intera popolazione mondiale fosse resa immortale in questo preciso istante, nel 2100 essa raggiungerebbe i 13 miliardi invece dei 10 miliardi oggi previsti, dato che il tasso di natalità è in declino.

Vivrò per sempre

Immortalità e allungamento della vita non sono più temi affrontati solo da miti e religioni. La realizzazione che il corpo è una macchina ne implica la riparabilità e traghetta la ricerca di immortalità ed eterna giovinezza dal luogo del mito a quello del possibile e finalmente anche la grande stampa lo affronta seriamente. Un perfetto esempio di questa tendenza è questo straordinario articolo del Sunday Times che offre una panoramica dello stato dell'arte e dimostra una sorprendente apertura mentale.

Pochi benefici dalla restrizione calorica?

Prolunga la vita di vermi e topi di laboratorio del 50%, ma sugli esseri umani l'effetto potrebbe essere di molto inferiore. Due biologi della University of California, John Phelan e Michael Rose, sostengono che negli animali di piccole dimensioni l'impatto della restrizione calorica sia molto più profondo che nell'uomo. Di conseguenza, la speranza dei praticanti della restrizione calorica di raggiungere i 120 anni sarebbe infondata. I dubbi sollevati da Phelan e Rose si vanno ad aggiungere a quelli espressi in passato da Aubrey de Grey, secondo il quale regime di restrizione calorica (o una sua imitazione farmacologica) aggiungerebbe non più di due o tre anni alla vita umana media. In questa situazione di incertezza, cosa puo' fare un povero "life-extensionista"?

Strategie per l'ingegnerizzazione di livelli trascurabili di senescenza

Aubrey de Grey è il biogerontologo dell'Università di Cambrige che ha ideato il concorso Topo Matusalemme. SENS (Strategies for Engineered Negligible Senescence) è il suo progetto teso a sconfiggere l'invecchiamento. Si tratt di un piano particolareggiato per curare l'invecchiamento umano. SENS è un progetto di ingegneria, nello stesso senso in cui la medicina può essere considerata una branca dell'ingegneria. La chiave per capire SENS è il riconoscimento che l'invecchiamento è una condizione medica caratterizzata da un insieme di mutamenti progressivi, a livello molecolare, che altro non sono che gli effetti collaterali dei processi metabolici essenziali. Questi cambiamenti devono essere visti come un accumularsi di lesioni che, raggiunto un certo livello, provocano disturbi.

Restrizione calorica - notizie e aggiornamenti

La restrizione calorica è  l'unico metodo la cui efficacia nell'estendere la longevità di animali di laboratorio sia stata ampiamente e scientificamente dimostrata. Questa pagina di Estropico è dedicata al monitoraggio delle ultime notizie sul tema e sarà continuamente aggiornata.

Il nuovo numero di Rejuvenation Research, la pubblicazione scientifica di Aubrey de Grey.

Rejuvenation Research pubblica studi che rappresentano lo stato dell'arte nel campo delle terapie di ringiovanimento e del loro impatto a livello cellulare e molecolare. L'ambizioso obiettivo di Aubrey de Grey è di comprendere e sconfiggere i meccanismi dell'invecchiamento e con questa pubblicazione accademica multidisciplinare ha attirato un gruppo di esperti di fama internazionale.

Il progetto LysoSENS

LysoSENS offre l'opportunità di contribuire in maniera positiva alla ricerca anti-invecchiamento anche a chi non è uno scienziato (o un miliardario filantropo). Raccogli un campione di suolo e aiuta un concreto progetto longevista. LysoSENS è un progetto teso a combattere un aspetto specifico dell'invecchiamento: l'accumularsi, nel corso del tempo, di sostanze patogene nell'organismo. L'idea del progetto è stata inspirata dalle tecnologie di bioremediation, la ricerca e l'impiego di microbi capaci di degradare sostanze inquinanti. Sfruttando tali tecniche LysoSENS intende identificare microorganismi in grado di degradare le sostanze patogene che si accumulano nel nostro organismo. Il passo successivo sarà poi quello di isolare tali enzimi e di studiarne le possibili applicazioni terapeutiche. Il potenziamento del sistema catabolico cellulare con l'aggiunta di enzimi di origine microbica per la rimozione di sostanze patogene, permetterebbe alle cellule di ritrovare la funzionalità perduta e di essere quindi, dal punto di vista funzionale, ringiovanite.

L'approccio di Aubrey de Grey alle terapie anti-invecchiamento supera la "SENS Challenge"

La giuria indipendente selezionata da Technology Review conclude che nessuno degli "sfidanti" è riuscito a dimostrare la non-validità di SENS. La SENS Challenge, lanciata l'anno scorso dalla rivista del MIT (Technology Review) e dalla Methuselah Foundation, è un concorso per scienziati, con un premio di 20.000 dollari, teso a determinare se SENS ("Strategies for Engineered Negligible Senescence" - Strategie per l'ingegnerizzazione di livelli trascurabili di senescenza) sia o meno un progetto degno di attenzione da parte del mondo scientifico [...] La rivista ha selezionato una giuria indipendente e costituita da personaggi di calibro [...] la quale è giunta alla conclusione unanime che nessuna delle dissertazioni presentate soddisfa i criteri della SENS Challenge.

Il progetto MitoSENS

La Methuselah Foundation lancia un secondo progetto di ricerca  direttamente collegato alle Strategie per l'Ingegnerizzazione di una Senescenza Negligibile di Aubrey de Grey e mirato all'allungamento delle aspettative di vita dei mitocondri. I mitocondri sono organuli cellulari coinvolti nella respirazione cellulare  e sono spesso descritti come le centrali energetiche della cellula. Nell'utilizzare nutrienti e ossigeno per produrre energia, però, i mitocondri producono anche molecole ossidanti che possono danneggiare altri elementi cellulari, nonchè il proprio DNA. Come non bastasse, le capacità di riparazione del DNA dei mitocondri è limitata, rispetto alle capacità del nucleo cellulare ed il continuo accumularsi di mutazioni porta al loro malfunzionamento, un importante fattore contribuente per l'invecchiamento.

I quattordici meccanismi dell'invecchiamento (e come combatterli)

I consigli pratici della Life Extension Foundation. L'approccio della LEF all'invecchiamento è esattamente quello di Estropico: "l'invecchiamento è il risultato di una serie di mutazioni patologiche che sono parzialmente controllabili con tecnologie correnti. Prolungando le nostre aspettative di vita sana (proteggendoci da questi meccanismi dell'invecchiamento), ci mettiamo in condizione di poter approfittare di innovazioni mediche future che potrebbero offrire allungamenti spettacolari delle aspettative di vita." Per dirla con Ray Kurzweil, la LEF presenta un tentativo di "ponte" verso un futuro in cui altri "ponti" più radicali (bio e nanotecnologie) ci permetteranno di estendere indefinitivamente le nostre aspettative di vita.

Verso l'immortalità. Un articolo ad alto interesse longevista nel numero speciale che l'Economist dedica, ogni anno, all'anno che verrà.

Da qualche anno, si nota un crescente interesse per il tema dell'immortalità sui media. Non l'immortalità metafisica dell'anima, ma quella fisica di corpo e mente. Il titolo dell'articolo dell'Economist, "Verso l'immortalità. Il nostro crescente potere di modificare la natura umana", indica quale sia il motore di questa tendenza: il continuo progresso tecnoscientifico, in particolare in settori quali genetica, biotecnologie e farmaceutica. L'autore dell'articolo si concentra in particolare sulle possibilità di intervento sulla natura umana che emergono dai laboratori delle case farmaceutiche. Sempre più spesso, medicinali creati a scopi curativi, vengono poi utilizzati per potenziare le capacità cognitive di individui sani, o nel tentativo di allungarne le aspettative di vita. E una fluida coalizione di scienziati, filosofi e attivisti sostiene che questo sia uno sviluppo positivo. Secondo i transumanisti, infatti, questi sviluppi sono un'opportunità da sfruttare per migliorare radicalmente la condizione umana, senza sottovalutarne, naturalmente, i possibili pericoli ed abusi.

I sette volti dell’invecchiamento

Non un nuovo articolo, ma un estratto da Più che Umani, di Vincenzo Russo (ora disponibile anche in Pdf) su un tema che merita una sezione a sé, quello dei sette fronti sui quali dobbiamo vincere la guerra all'invecchiamento. Secondo il gerontologo Aubrey de Grey, uno dei transumanisti più attivi nel campo del prolungamento della vita, il terreno su cui dobbiamo combattere la guerra contro l’invecchiamento è quello delle funzioni cellulari. Partendo dalla considerazione del fatto che gli effetti collaterali patogeni del naturale metabolismo umano non sono essenziali al metabolismo stesso e che quindi possono essere eliminati (sua è la quarta delle definizioni riportate sopra), de Grey ha dato vita al progetto SENS, “Strategies for Engineering a Negligible Senescence”, con lo scopo di sviluppare le tecniche mediche adatte a contrastare l’invecchiamento. I mutamenti incriminati sono sette, e il loro numero è ormai stabile da circa vent’anni. Secondo de Grey, il semplice fatto che due decadi di ricerca non abbiano dato modo di aggiungere altri fenomeni, è una buona ragione per supporre che non ve ne siano. Vediamoli uno ad uno.


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VIAGGIO FANTASTICO,  di Ray Kurzweil e Terry Grossman

CAPITOLO 1: Puoi vivere abbastanza a lungo da vivere per sempre. Inizia la pubblicazione dei primi tre capitoli di Viaggio Fantastico, l'ultimo lavoro di Ray Kurzweil (in collaborazione con Terry Grossman).  L'obiettivo di estendere la longevità può essere raggiunto in tre passi, o superando tre "ponti". Questo libro ha lo scopo di servire come guida per vivere sufficientemente a lungo in buona salute fisica e mentale (il primo "ponte" da attraversare) da potersi avvantaggiare del completamento della rivoluzione biotecnologica (il secondo ponte). Questo, a sua volta, ci porterà alla rivoluzione nanotecnologica e della Intelligenza Artificiale, il terzo ponte, l'attraversamento del quale ci permetterà, potenzialmente, di vivere indefinitamente.

CAPITOLO 2: I "ponti" a venire - Questo libro descrive tre "ponti":
 1. Il primo ponte è il nostro programma per la longevità. Esso consiste di terapie oggi disponibili che vi permetteranno di rimanere in buona salute sufficientemente a lungo da poter trarre il massimo vantaggio dal secondo ponte, una volta costruito.  
 2. Il secondo ponte è la rivoluzione biotecnologica. Svelando i misteri di proteine e geni, stiamo accumulando i mezzi che ci permetteranno di eliminare malattie ed invecchiamento, sviluppando al massimo il nostro potenziale. Questo secondo ponte, a sua volta, condurrà ad un terzo.
 3. Il terzo ponte è la rivoluzione nei settori delle nanotecnologie e dell'IA (Intelligenza Artificiale). Questa rivoluzione ci permetterà di ricostruire i nostri corpi e cervelli a livello molecolare. Queste trasformazioni tecnologiche emergenti introdurranno nuovi e potenti strumenti atti ad espandere la nostra salute e le nostre capacità.


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Semi-Immortalità, di Gabriele Rossi e Antonella Canonico

Il Laboratorio di Ricerca sull'Immortalità (secondo capitolo).

Immortale, eterno, perenne. L'aggettivo “immortale” significa che “non può morire” e, per estensione, “che non avrà mai fine”. Ci sono poi termini che si avvicinano a questo significato: per esempio “eterno” richiama qualcosa che non ha né inizio né fine, quindi qualcosa destinato a durare nel tempo, per sempre. È difficile entrare mentalmente in un'ottica di immortalità. Chissà se nel nostro cervello abbiamo lo spazio, e quindi le categorie logiche, che possano realmente adattare la mente all'eternità. Viviamo in una sorta di illusione eterna, sapendo nel nostro più profondo che nulla lo è. Non essendoci mai stata una reale possibilità di immortalità (se non quella religiosa dell'anima), chissà se conquistarla ci porterà alla felicità o alla tristezza. L'uomo è mortale, l'anima non lo è. Questo è tutto ciò che abbiamo nel nostro vissuto storico, genetico, evolutivo; per migliaia di anni l'uomo ha sviluppato il suo sapere perché non aveva abbastanza tempo, ha avuto figli in età giovane, perché altrimenti non c'era tempo, ha cercato il successo, il sesso, i soldi... perché dopo non avrebbe avuto tempo.



Estropico